IL GIARDINO TERAPEUTICO


Rachele Nicoli Cristiani architetto paesaggista giardino terapeutico architetto brescia

E’ sempre più impellente il bisogno di adottare nelle strutture sanitarie, oltre alle moderne tecnologie,
sistemi che mettano in contatto le persone con gli effetti terapeutici della natura.
Si crea quindi la necessità di creare ambienti funzionalmente idonei ai fruitori della struttura, che donano benessere all’uomo.

Tali ambienti prendono il nome di Giardini terapeutici da intendersi come spazi attrezzati (una interazione tra elementi naturali come vegetazione, fiori acqua ecc. e idonei spazi costruiti) e per tutti i fruitori dell'ospedale, casa di cura, RSA ecc. quindi sia gli addetti ai lavori, i degenti, i visitatori.
Il giardino terapeutico si può ampliare anche a tutte le "categorie socialmente deboli " : anziani, bambini, disabili, detenuti, tossicodipendenti, ecc.

I vantaggi dei giardini nelle strutture sanitarie li possiamo di seguito elencare:

  • pazienti, visitatori e personale sperimentano una riduzione dello stress
  • miglioramento percepito della qualità della vita per pazienti cronici o terminali
  • riduzione del dolore
  • miglioramento dell’orientamento
  • riduzione dei costi (i pazienti richiedono minori dosi di analgesici, riduzione della degenza per alcune categorie di pazienti)
  • miglioramento della mobilità e dell’indipendenza dei pazienti
  • condizioni di lavoro più soddisfacenti per il personale
  • interazione sociale
  • autorizzazioni paesaggistiche (sia per interventi vincolati in Soprintendenza, sia per procedure autorizzative come commerciali, edilizie, piani urbanisti
Concludendo, una migliore progettazione di questi spazi, che negli ospedali e nelle cliniche vengono generalmente considerati spazi residuali od ornamentali, permetterebbe di realizzare degli spazi più idonei e confortevoli per tutti i fruitori delle strutture garantendo un miglioramento ed una notevole funzione di ripristino dell’ottimismo e della volontà di vivere, rispetto a condizioni di salute anche disperate.